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La nuova lingerie inclusiva sta conquistando il mondo e le donne

In un momento in cui brand come Victoria’s Secret continuano a catturare sia l’attenzione che le critiche del pubblico perché mostrano solo corpi perfetti rifiutando qualsiasi diversità (dalle donne curvy alle modelle transessuali), sui social media come Instagram spopolano giovani brand di lingerie che si rivolgono a un pubblico molto più ampio, spesso dimenticato. Dalle limitatissime collezioni per taglie “fuori standard”, etichettate come “petite” o “plus-size”, a reggiseni e slip pensati per tutte, ma tutte tutte, le donne del mondo.

Grazie a pubblicità accattivanti, schiette e ben studiate, questa nuova generazione di biancheria sta conquistando il mondo e finalmente offre molto di più rispetto alle solite due caratteristiche – spesso inconciliabili: sensualità e comfort. È infatti bella, innovativa, studiata per essere sia sexy che super comoda, ma soprattutto adatta a ogni corpo ed esigenza fisica. Insomma, inclusiva al 100%, alias: la rivoluzione progressista che tutte abbiamo desiderato a lungo perché oltre ai ferretti che pungono, ai pizzi che prudono e agli elastici che irritano c’è di più. Molto di più.

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Un volto cult di questa rivoluzione “intima” è sicuramente Rihanna con la sua collezione Savage x Fenty: 36 taglie e 90 tonalità di colore per rappresentare e celebrare le donne di tutte le misure e carnagioni. Ma non è l’unica ad aver puntato tutto su un’immagine patinata e rivoluzionaria allo stesso tempo: Figs è un altro brand che fa dell’attenzione maniacale al dettaglio un cavallo di battaglia, ma che comunque privilegia il minimalismo e promette una lingerie a tutto confort che si adatti perfettamente a ogni corpo.

Lonely Label è stato uno dei primi a celebrare l’inclusività: dalla Nuova Zelanda ha conquistato Internet con la sua biancheria sexy perfetta per qualsiasi fisicità. E poi Neon Moon, brand spiccatamente femminista, e Nubian Skin, pioniere nel campo della lingerie nude in varie tonalità a favore dell’inclusività razziale.

E non è tutto. Murielle Victorine Scherre, fondatrice del brand belga La Fille d’O, spiega di aver scelto di utilizzare il corpo umano come fonte di ispirazione con una filosofia di base: ciò che conta davvero è la bellezza della pelle che mostriamo, non la quantità di tessuto che utilizziamo per coprirla. Il suo obiettivo è quello di ispirare le clienti a guardare i propri corpi con amore, accettandoli per come sono con serenità e fierezza: “Lavoro tenendo presente un vasto spettro della bellezza, con tutte quelle differenze che rendono ognuno unico nella suo essere, ma che ci accomunano tutti”, spiega al Madame Le Figaro.

Fonte: https://www.elle.com/it/moda/a25453674/intimo-donna-inclusivo/

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